Nati prematuri: ecco i fattori sociali che aiutano i bambini a crescere sani

Circa l’8% di tutti i bambini nati in Inghilterra nasce prematuro, cioè prima della 37ª settimana di gestazione. Sebbene i progressi nella medicina neonatale abbiano notevolmente aumentato le possibilità di sopravvivenza, i bambini pretermine continuano ad affrontare maggiori difficoltà nella crescita rispetto ai coetanei nati a termine. In particolare, il rischio di sviluppare problemi di salute mentale in età adolescenziale e adulta resta significativamente più alto, e ciò non è cambiato negli ultimi decenni.

Ma ora, un nuovo studio condotto dal Dipartimento di Psicologia dell’Università di Warwick introduce un cambio di paradigma. Invece di concentrarsi solo sugli aspetti medici, i ricercatori hanno allargato lo sguardo all’ambiente familiare e sociale che circonda il bambino una volta uscito dall’ospedale. L’analisi si è basata su due importanti raccolte dati: lo UK Millennium Cohort Study e il Bavarian Longitudinal Study, coinvolgendo oltre 1.500 bambini nati pretermine tra Germania e Regno Unito.

Secondo la coordinatrice della ricerca, la dottoressa Sabrina Twilhaar, circa la metà dei bambini nati pretermine sviluppa una buona salute mentale nonostante la condizione di partenza, mentre l’altra metà affronta difficoltà durature. La domanda chiave, quindi, non è solo “quali sono i rischi?”, ma anche “cosa aiuta questi bambini a prosperare?”. La risposta non risiede nel caso, ma nelle esperienze quotidiane e nei contesti relazionali in cui crescono.

Lo studio ha evidenziato che alcuni elementi del contesto familiare e sociale hanno un impatto diretto e positivo sulla salute mentale dei bambini nati pretermine. Tra questi, spiccano la capacità di autoregolazione emotiva, relazioni affettive solide con i genitori – in particolare con la madre – un ambiente familiare supportivo e l’assenza di esperienze negative come il bullismo. Si tratta di fattori modificabili, cioè su cui è possibile intervenire attraverso politiche e programmi educativi, terapeutici e scolastici.

Il professor Dieter Wolke, coautore dello studio, ha sottolineato che queste evidenze indicano una strada concreta per il miglioramento del benessere dei nati pretermine. Interventi mirati a sostenere la genitorialità, rafforzare le relazioni tra i genitori e contrastare il bullismo possono avere effetti significativi. Non si tratta quindi solo di prendersi cura del bambino in terapia intensiva neonatale, ma di proseguire il sostegno dopo la dimissione, coinvolgendo tutta la famiglia in un percorso di accompagnamento e sviluppo.

Questa ricerca rappresenta un cambio di prospettiva importante: mostra che la resilienza mentale non è solo una dote innata o un colpo di fortuna, ma un risultato possibile grazie a relazioni sane, ambienti sicuri e interventi tempestivi. Non è solo la medicina a determinare il futuro di un bambino nato pretermine, ma l’intero sistema sociale in cui cresce.

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